Storytelling

Storytelling: perché le storie vendono?

Storytelling: sono sicura che la parola non ti è nuova. Ne avrai sentito parlare in relazione a grandi aziende che promuovono la propria attività attraverso questa disciplina, come Apple, Coca cola, Adidas. Colossi come questi appena citati sono sempre all’avanguardia, hanno uno staff preparato e concentrato sul raggiungimento dell’obiettivo e non ci fanno mai mancare una storia emozionante e coinvolgente.

Ma lo storytelling non è una disciplina solo per “i grandi”: anche in Italia sono tante le piccole imprese o gli artigiani che promuovono la propria attività attraverso la narrazione.

Facciamo però un passo indietro: che cos’è lo storytelling?

Provo a spiegartelo in modo semplice, attraverso una “regoletta” che utilizzo sempre durante i miei corsi di formazione nelle aziende:

  • Lo Storytelling è uno strumento narrativo;
  • comunica informazioni;
  • le informazioni vengono comunicate sotto forma di racconto;
  • chi riceve le informazioni diventa protagonista perché viene coinvolto emotivamente.

Quindi Storytelling significa raccontare una storia?

Sì, tradotto letteralmente sì. Ma il discorso è molto più ampio.

Avremo modo di approfondire questo argomento nei prossimi mesi, oggi voglio concentrarmi sul perché: perché le storie vendono? Cosa succede nel nostro cervello quando ascoltiamo una storia?

Una narrazione mette in moto alcune parti del cervello che elaborano le storie attraverso le esperienze personali. In parole povere, quando ascoltiamo una storia – che sia un libro, un film o una pubblicità – noi ci immedesimiamo ed entriamo a far parte della storia attraverso un forte coinvolgimento.

In termini scientifici, questo coinvolgimento viene definito accoppiamento neurale: un bravo narratore riesce a sintonizzarsi con il cervello dei suoi ascoltatori, “entra in sintonia” con essi.

 Come può accadere questo processo? Negli anni novanta, alcuni studi scientifici hanno individuato la presenza nel nostro cervello di neuroni particolari, definiti “Neuroni Specchio”.

I neuroni specchio sono una classe di neuroni che si attiva quando un individuo compie una determinata azione. E sin qui, niente di spettacolare. La scoperta più grande è stata che gli stessi neuroni che si attivano quando compiamo determinate azioni motorie, si attivano anche quando osserviamo qualcun altro compiere la stessa azione!

In pratica, i neuroni specchio spiegano in modo scientifico la capacità dell’uomo di mettersi in relazione con gli altri.

Nel caso delle storie, i neuroni specchio si attivano nel momento in cui associamo quello che stiamo ascoltando (o guardando) al nostro vissuto, a una nostra esperienza. Questo ci permette di entrare in empatia con il narratore e quindi, nel caso dello storytelling aziendale, con il brand che si sta raccontando.

 Riassumendo in una frase: se attraverso la narrazione della tua attività riesci a coinvolgere chi ti ascolta, il tuo interlocutore diventa un potenziale cliente.

 Per questo motivo è importante costruire una narrazione della propria azienda che sia coinvolgente ed emozionante: le persone (potenziali clienti) non acquistano più un prodotto o un servizio perché “va di moda”.

 Lo fanno perché vogliono sentirsi bene.

E tu, ti sei mai sentito coinvolto in una storia o una situazione tanto da viverla come se stesse accadendo a te?

Scrivi la tua esperienza nei commenti qui sotto!

 Luana Scanu, Story Trainer

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