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La motivazione: il motore che spinge la tua attività

motivazione - CNA business Academy

La motivazione è una delle cinque aree dell’intelligenza emotiva (nei post precedenti abbiamo parlato di consapevolezza di sé e di empatia). Essere motivati indica una tendenza emotiva che guida e facilita il raggiungimento di obiettivi: per questa ragione la motivazione è una componente essenziale per chi porta avanti una qualsiasi attività lavorativa.

Motivazione estrinseca e motivazione intrinseca

Quando tutto è finito e hai portato a termine il tuo lavoro, cos’è che ti dà maggior soddisfazione? Questa domanda è stata posta a più di settecento persone di età compresa tra i sessanta e i settant’anni, la maggior parte dei quali, professionisti o manager, si stava avvicinando alla fine di una carriera di successo. La cosa più gratificante era la sfida creativa, e lo stimolo rappresentato dal lavoro stesso, insieme alla possibilità di continuare a imparare. Le altre fonti di gratificazione erano l’orgoglio nel portare a termine le cose, le amicizie sul lavoro, l’opportunità di aiutare gli altri o di insegnare loro qualcosa.

Molto indietro, nella lista delle gratificazioni, veniva lo status, e ancora più indietro, la ricompensa economica.

Questo significa che quando si tratta di ottenere prestazioni ottimali, gli incentivi esterni non sono sufficienti: ciò che ci fa raggiungere il massimo è amare ciò che facciamo e trarre piacere dal farlo. Quando facciamo qualcosa che ci piace, che ci coinvolge, entriamo in uno stato  di concentrazione tale per cui non abbiamo la percezione del tempo che passa: questo stato è chiamato «flusso».

Quando siamo in uno stato di flusso sembriamo gestire le cose senza alcuno sforzo. Il flusso è il fattore motivante per eccellenza, perché la motivazione è intrinseca.

La maggior parte delle situazioni di lavoro coinvolge entrambi i tipi di motivazione. Se facciamo un lavoro che ci piace e che ci da’ delle soddisfazioni, un aspetto di questo lavoro sarà per noi intrinsecamente motivante.

Realisticamente, però, probabilmente non andremmo a lavorare se non fossimo pagati! Ciò significa che il piacere di fare un lavoro che ci da’ gratificazione è intrinsecamente motivante, ma deve essere anche pagato adeguatamente perché possa essere anche  motivante estrinsecamente.

Lo stato di flusso si trova esattamente a metà strada tra la noia e l’ansia paralizzante: è quel grado di stress positivo (eustress) che ci tiene sulla corda il tanto che basta per spingerci all’azione.

Motivazione e emozione hanno la stessa etimologia, derivano entrambi dal latino «movere» , muovere. Le emozioni sono, letteralmente, ciò che ci spinge a perseguire i nostri obiettivi.

Le competenze che fanno capo alla motivazione delle persone che eccellono sul lavoro sono:

⇒ Spinta alla realizzazione

È l’impulso a voler fare sempre meglio. Le persone con questa competenza sono orientate al risultato, stabiliscono obiettivi stimolanti, si assumono rischi, imparano a migliorare costantemente le loro prestazioni.

⇒ Impegno

Essere disposti al sacrificio pur di raggiungere gli obiettivi del gruppo.

⇒ Iniziativa

Prontezza nel cogliere le occasioni. Le persone con questa competenza riescono a mobilitare gli altri in modi insoliti e intraprendenti.

⇒ Ottimismo

La spinta all’azione deriva dalla speranza del successo e non dal timore del fallimento: le persone con questa competenza insistono nel perseguire gli obiettivi nonostante ostacoli e insuccessi.

Sviluppare la motivazione intrinseca

Come trovare in te stesso la motivazione a fare anche le cose che non ti piacciono particolarmente? Proviamo a stilare un elenco di cose che puoi iniziare a fare oggi stesso per aiutarti a mantenere alta la motivazione al lavoro:

  1. Chiarisci i tuoi obiettivi: è importante sapere che l’attività che stai andando a fare ha lo scopo di avvicinarti in qualche modo agli obiettivi prefissati. Questo ti aiuterà a cambiare il tuo atteggiamento verso le attività meno piacevoli.
  2. Renditi conto di cosa ti annoia: cerca di capire che emozioni ti provoca l’attività che non trovi piacevole, e perché. Questa consapevolezza ti aiuterà a trovare un modo alternativo di approcciarti ad essa, o, nel peggiore dei casi, a trovare un modo per allontanarla.
  3. Fai un elenco dei risultati positivi che portare a termine quelle attività ti darebbero: questo stratagemma ti aiuta ad allontanare il pensiero che inconsciamente ti convince che quel lavoro è totalmente inutile, una gran perdita di tempo. Per fare un esempio molto semplice, se trovi noioso riordinare la tua scrivania, pensa a come sarà più piacevole lavorare in un ambiente ordinato, e come sarà più facile ritrovare i documenti che ti occorrono se si trovano impilati ordinatamente e non accatastati alla rinfusa.
  4. Leggi cose che ti ispirano: può essere una storia di successo, una citazione, una frase che ti ha colpito: la motivazione si alimenta anche così.
  5. Celebra i tuoi successi: fermati a pensare alle volte che hai avuto successo, alle sensazioni fisiche che hai provato. Il solo rievocare alla mente quelle sensazioni ha il potere di ricrearle, dandoti la spinta giusta. Festeggia i risultati raggiunti, non darli per scontati. Ognuno di essi è un gradino verso il successivo.
  6. Circondati di persone positive: la tristezza e le lamentele sono un vero e proprio killer per la motivazione. Al contrario, le persone che trasmettono positività ti spronano a essere proattivo, e sono un vero catalizzatore per la motivazione.

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Sara Fresu, Professional Counselor

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